Sembra il titolo di una favola e per molti aspetti potrebbe esserlo. In Burkina Faso, al limitare del deserto, c’é un villaggio che un’ associazione di emigranti sogna di rivitalizzare. Gli orti di Bangassogo sono il sogno di una associazione nata tra gli emigranti e coloro che sono rimasti nel villaggio. Si chiama "Djiapakara", costruire la patria. Gli obiettivi che si pone sono molteplici e tutti tesi a tenere viva la terra sulla quale hanno vissuto per secoli gli avi e che ora la siccità sta inesorabilmente consumando.
IL VILLAGGIO DI BANGASSOGO
Un visitatore ha portato un sacchetto di carote. E’ festa grande per i bambini più piccoli di Bangassogo! I soci di Djiapakara si propongono di “migliorare le condizioni di vita della popolazione del villaggio” creando opportunità di lavoro per i giovani ed evitando l’emigrazione che priva il villaggio delle migliori risorse umane. Bangassogo, centro di riferimento di una zona di 12.500 abitanti nel nord del Burkina Faso, quasi al confine col Mali, è raggiungibile, nella stagione secca, con una pista di 20 km che lo congiunge al primo centro servito dal telefono. L’attività principale è l’agricoltura di sopravvivenza (miglio, sorgo, arachide). Il clima è caratterizzato da alcune settimane di piogge che provocano l’allagamento del terreno, seguite da 10-11 mesi di siccità. La produzione agricola tradizionale non è in grado di garantire la sopravvivenza di tutta la popolazione, è necessario per tanto emigrare per sfuggire alla fame. Molti ragazzi vanno in Costa D’Avorio a lavorare nelle piantagioni o nel porto di Abijan, altri emigrano in altri paesi dell’Africa o in Europa. Le ragazze lavorano come cameriere sottopagate presso i benestanti della capitale.
IL PROGETTO
Il progetto consiste nella formazione di due orti da un ettaro dotati ciascuno di 3 pozzi. Sono state identificate due aree da un ettaro ciascuna, in zone dove la falda non è molto profonda (25-28 m). Ogni ettaro richiede 3 pozzi per l’irrigazione e una rete di recinzione. Il progetto è ampio ma può essere realizzato gradualmente e già alla conclusione della prima fase l’orto sarà in grado di produrre. La prima fase riguarda la realizzazione di un pozzo e della prima recinzione da un ettaro. Il pozzo , dal diametro di 140 cm, profondo circa 27 metri, avrà le pareti rinforzate di calcestruzzo, il parapetto esterno ed il supporto per le carrucole per facilitare il prelievo manuale dell’acqua per l’irrigazione. Verranno scavate delle fosse per il compostaggio degli scarti di coltivazione. In un secondo tempo, in relazione alla disponibilità di fondi, verrà completato il primo orto e realizzato il secondo. I prodotti freschi, coltivati dalle ragazze e dalle donne verranno, in parte, utilizzati nelle loro famiglie contribuendo a migliorarne la dieta. In parte saranno venduti sul mercato locale a favore di tutta la comunità.
Fase 1
Attività:
- Realizzazione di un pozzo 5830 Euro
- Recinzione orti 2370 Euro
- Concimaie, attrezzi e sementi 4300 Euro
Totale prima fase 12.500 Euro
Fase 2
- Realizzazione altri 2 pozzi 11.660 Euro
Costo totale per un orto 24.160 Euro
Vi chiediamo di aiutarci a realizzare almeno la prima fase e un altro pozzo,
per un totale di 18.330,00 Euro
Il progetto verrà costantemente seguito in tutte le sue fasi.