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16° CORRI BONATE 2010


 

Una "giornata di caucciù", direbbe Paolo Conte, per descrivere perfettamente l'aria afosa che ha caratterizzato il clima del 16° Corribonate. Ciò nonostante, sette - ottocento persone hanno aderito alla nostra corsa di 4, 6 o 12 km.
Il serpentone di persone è uscito dall'Oratorio alle 17,58 e pochi hanno scelto la quattro chilometri andando verso la piazza; il resto si è avviato verso lo stradone, via Vittorio Veneto, per rientrare nelle strade interne e avviarsi verso la sorgente di S. Quirico e la cappella della Madonna delle Ghiaie. Un giro nel piccolo centro e poi una lunga galoppata nel Parco sulla riva del Brembo. Un centinaio di metri dopo il ristoro, ecco "ol salidù", una salita maschio di 77 gradini che porta dalla zona foranea  del Brembo alla terrazza di S. Giulia.  Immagine_221 Un millennio fa, probabilmente, lo stesso percorso era fatto da contadini e boscaioli per tornare nel villaggio attorno alla Basilica di S. Giulia e da quel terrazzo naturale sopra il Brembo, con lo sguardo, potevano dominare la valle da Ponte a Bergamo e da Dalmine a Osio. Una bella fatica, ma alla fine c'era il fresco del bosco per chi ha continuato per la 12 km e il piacere di essere vicini all'arrivo per coloro che hanno corso la 6 km. Il percorso più breve si è invece snodato da S. Giulia alla salita del ris-ceul e al varco che probabilmente immetteva nell'abitato oltre Lesina. I podisti più temprati invece hanno imboccato la strada che porta a "boca Lesna", dove la Lesina, che per noi è un torrente femmina, entra nel Brembo. Guardando l'orografia del luogo, si può capire le ragioni della nascita del paese di Lesina e di S. Giulia; la terrazza naturale e i due corsi d'acqua che cingono come in una sorta di fossato l'abitato rendevano infatti molto sicuro il sito. Immagine_294 I nostri podisti hanno continuato la loro galoppata nei boschi al confine tra Bonate, Madone e Filago, e, dopo l'ultimo ristoro, sono rientrati presso gli impianti sportivi di Madone verso la cappella dedicata dalla comunità di Madone ai Morti della peste del 1630. Si percorrono sentieri che per anni hanno condotto i contadini nei piccoli poderi e si attraversano le "seride", una bonifica che secoli fa ha dato nuovi campi alla povera agricoltura di sussistenza di allora. La cappella in fondo a via Villa segnala il rientro nel centro abitato, si percorre quella che un tempo era il ciapelì, un sentiero campestre delimitato da un muro si sassi e oggi una strada ampia e asfaltata. L'incrocio tra via Cellini, Trento e Roma segna il ricongiungimento delle due corse la 6 e la 12 poi Via San Giorgio, la Piazza, il viale, il sagrato e finalmente l'arrivo all'oratorio con il suo asfalto arroventato, di caucciù! Arrivano tutti sudati, arrossati, alcuni stravolti altri, i più sportivi, continuano a trotterellare per decongestionarsi.E' l'assalto al tè freddo, ai pompelmi rosa, alle zollette di zucchero.Una giornata bella, volti sereni, piccoli screzi familiari perché il marito non ha aspettato la moglie, rea di star a chiacchierare invece di correre. Ragazzi che raccontano la crisi in cima al salidù, altri imprecano bonariamente contro l'organizzazione per averlo inserito nel percorso Immagine_298 .

L'assalto al ritiro della maglietta, il banchetto del riso gestito dai ragazzi del viaggio in Malawi e da Angela M. Come tutti gli anni, c'è stata la premiazione dei gruppi, anche se qui  si corre solo per il piacere di correre e non per la classifica personale.Per quanto riguarda i premi ai gruppi bonatesi, il gruppo più numeroso è stato quello delle ACLI con 200 iscrizioni poi ARCI pesca con 130, Comitato genitori con 64 infine UNITALSI con 30. Mentre per quelli venuti da fuori al primo posto si è classificato il gruppo "Centurelli Viola" di Carvico con 67 iscritti, un gruppo di amici che ha corso in memoria di Viola, una ragazza scomparsa prematuramente lo scorso anno in un incidente. Poi Amici della natura con 29 iscritti, Volontari Madone e AVIS Treviglio con 20. La giornata si è chiusa con una festa organizzata dal Comitato dei genitori delle scuole. Una bella giornata, ci è mancato solo p. Bruno che ci ha accompagnato dal suo letto in ospedale dopo una operazione che ci auguriamo tutti sia l'ultima perché possa tornare in Malawi per proporci altri progetti e condividere altri giorni felici.


Walter Previtali