Home Chi Siamo
Chi Siamo PDF Stampa E-mail

"Chi siete?"

E' la domanda che con più frequenza ci è stata rivolta in questi anni di attività. Una domanda alla quale abbiamo sempre risposto in maniera generica: siamo un gruppo di persone di Bonate Sotto che una volta all'anno fanno una iniziativa di solidarietà. Rispondiamo in questa maniera per non cadere nella trappola dell' etichetta o di una collocazione. Un gruppo, di fatto senza nome, per scoraggiare ogni etichettatura o posizionamento nell'ambito di aree socio culturali precise. La costruzione della pace è il nostro unico motore. Lavorare per la pace dovrebbe significare costruire una mentalità di pace, praticare, anche quotidianamente, l'esperienza della pace. Noi proviamo a porre il nostro mattoncino a questo grande progetto.


"Che cosa fate?"

Il nostro intento è di trovare tutti gli anni una occasione di lavoro comune su un progetto di solidarietà internazionale, proposto e gestito da una comunità locale e con eventuali contatti tra gli immigrati in Italia. Un progetto che costruisca le condizioni alla pace nei territori che andiamo ad aiutare. La pace come presupposto insostituibile allo sviluppo.
Siamo coscienti che lo sviluppo di questi microprogetti non risolve i grandi problemi del sottosviluppo nel mondo. Essi però riescono a cogliere tre obiettivi: dare alle popolazioni che ricevono l'aiuto una opportunità di organizzarsi e realizzare con i propri mezzi un'idea, un progetto utile per la loro comunità, mantenere un contatto tra gli emigranti di quella regione e la nostra comunità ed infine, per noi, cogliere l'occasione per una iniziativa di solidarietà che ci unisca.


"Come fate?"

Inizialmente, nel 1995, volevamo iniziare in forma collettiva l'esperienza dell'adozione a distanza di bambini, volevamo dare l'opportunità a tutti di poter contribuire superando le eventuali barriere culturali che segnano troppo spesso le nostre comunità.
Questa iniziativa verrà ripresa adottando progetti di comunità. L'adozione a distanza di bambini è una delle forme meritevoli di aiuto, ma ci siamo chiesti spesso se a volte non si rischia di aiutare uno e dimenticare l'altro. Rendere odioso un aiuto a causa di una involontaria discriminazione. Noi vorremmo continuare con la nostra idea di microprogetti finanziati in due modi, attraverso il contributo di una singola persona, famiglia o associazione e con una grande iniziativa collettiva, Corri Bonate, la corsa non competitiva organizzata ogni anno a giugno. Il privato ed il pubblico, l'impegno personale come fatto di responsabilità individuale e l'impegno pubblico come forma di socializzazione delle idee.


"A chi vi rivolgete?"

A te che ci stai leggendo! Ogni persona di buona volontà che voglia essere un costruttore di pace è un finanziatore dei progetti che proponiamo. Non abbiamo altra limitazione se non la buona volontà nell'aderire al progetto.


"Quali certezze date sull'utilizzo del denaro?"

A chi ci aiuta spieghiamo che i progetti sono gestiti in loco con tutte le possibilità di insuccesso e di rischio dovute all'organizzazione locale e alla instabilità dovuta a situazioni di guerra o guerriglia. L'impegno delle organizzazioni che gestiscono il progetto è quello di inviare regolari rapporti sullo stato di avanzamento delle attività e sullo stato finanziario del progetto. In genere un componente della comunità di immigrati mantiene i contatti e di norma siamo sempre invitati a visitare il villaggio dove si sviluppa il progetto. Adesso potremmo elencare i gruppi che hanno aderito alla nostra iniziativa in rigoroso ordine alfabetico, ma preferiamo che continuiate a chiedere: "Chi siete?" E se qualcuno lo vorrà scoprire può aderire alla nostra iniziativa. Venga a dare una mano ed idee al gruppo. Gli garantiamo che il nostro motto è: "la tua mano destra non sappia ciò che ha fatto la sinistra!"
L'unica gioia deve essere la soddisfazione di svolgere queste iniziative.


"Le pagine di questo sito"

 Vi illustreranno ciascun progetto ed i risultati ottenuti; elenchiamo tutto ciò per mostrare a tutti il lavoro senza alcun atteggiamento trionfalistico. I risultati, infatti, non crediamo siano dovuti alla bravura di questo o di quello, ma al grosso impegno di tre componenti: le Associazioni, i finanziatori e la gente che partecipa con una coralità commovente alle nostre iniziative, sentendole come proprie. La nostra più grossa soddisfazione è quella di poter lavorare insieme in modo assolutamente libero ed anonimo: nessuno di noi appare mai in prima persona se non quando si devono fare atti ufficiali. Una specie di ripasso di geografia... i microprogetti calati nelle realtà del mondo rendono l'idea di quanta sia la disperazione e la povertà in esso, ma siamo convinti che basta veramente poco per dare un grande aiuto.


"Il nostro sogno"

Il Coordinamento ha un sogno nel cassetto: continuare con i microprogetti e riuscire a stabilire in maniera fissa un contatto con queste realtà. Tante persone con un piccolo impegno possono rendere attuabili questi progetti, la nostra società è ricca di persone, idee e risorse e ci piacerebbe essere un movimento di proposta ed organizzazione di queste attività. Le nostre forze non sono molte ma, come già detto, crediamo nella società e nelle persone. Chi vorrà aiutarci e collaborare con noi è ben accetto.

Gennaio 2001